Videogiochi e dipendenza: di cosa stiamo parlando?

Con questo articolo iniziamo una serie di approfondimenti sul tema dei videogiochi, in particolare sul loro uso equilibrato e consapevole nell’età evolutiva.


Una delle preoccupazioni maggiori rispetto all’uso dei videogiochi negli adolescenti è che diventino una dipendenza. Purtroppo però il fenomeno è relativamente nuovo, perciò non abbiamo ancora dei criteri diagnostici precisi che portino ad una diagnosi di “dipendenza da videogiochi”. Né abbiamo abbastanza dati per monitorare la sua epidemiologia a livello mondiale. Inoltre qualche autore propone di distinguere tra dipendenza videogiochi offline ed online, visto che quest’ultima prevede l’uso di internet e quindi di aspetti di connettività assenti nell’altro caso.
Alcuni autori hanno proposto di usare la variabile “tempo”, ponendo come limite le 4 ore giornaliere o le 30 ore settimanali. Altri invece hanno posposto la variabile “auto-controllo”: quando limitata si può parlare di “abuso”, quando assente invece si tratterebbe di “dipendenza”. Entro pochi anni dovremmo avere una risposta definitiva.

Superando gli aspetti clinici, possiamo osservare anche gli aspetti sociologici: la diffusione dei videogiochi tra i giovani, anche tra i piccolissimi, è un fenomeno in rapidissima ascesa. Una ricerca pubblicata sul Corriere della Sera mostra come il fenomeno sia dilagante anche in Italia, dove quasi la totalità dei giovani nella fascia 6-17 anni dichiara di giocare, da saltuariamente ad assiduamente, ai videogiochi. Di essi, ben il 4-5% mostrerebbe i sintomi di una vera e propria dipendenza. I dati sembrano in linea con altri Paesi europei (es. Olanda e Germania) e, per fortuna, ben lontani dalla media degli U.S.A., dove il 10% della popolazione sembra essere dipendente, e quasi la totalità della popolazione americana dichiara di giocare ai videogiochi.

Children_playing_video_gamesNon si è ancora capito però come arginare il problema. Per esempio in Corea del Sud, dove la diffusione sembra essere anche maggiore rispetto all’Europa, hanno proposto un programmo governativo di prevenzione, che sembra utile ma non risolutivo. In Europa per ora invece sembra che i programmi di prevenzione siano maggiormente ad opera di associazioni e meno del organi statali, attivi solo in fase di trattamento, quando cioè il giocatore è già diventato dipendente. Tra le misure preventive, sono stati studiati anche gli effetti di informare i genitori circa le linee guida su fenomeno. Sembra che questa strategia non risolva il problema, pur fornendo un buon supporto ai genitori di ragazzi che hanno sviluppato dipendenza (forse perché li rende più consapevoli del problema).

Ma i videogiochi possono avere dei vantaggi? Alcuni, ma non molti. Sembra per esempio che possano fornire un valida alternativa nella riabilitazione nei disturbi del movimento nei bambini (anche se non sembrano essere più efficaci delle terapie classiche). In alcuni casi hanno dimostrato migliorare reattività e memoria di chi gioca, parallelamente però sembrano aumentare le difficoltà di sonno, gli episodi di impulsività e l’aggressività. Questi sintomi mostrano una flessione dopo l’astensione, vantaggio che le dipendenza comportamentali sembrano avere rispetto alle dipendenze da sostanze, che invece causano danni cerebrali permanenti.

Per concludere, non sembra esserci un modo semplice per arginare questo fenomeno, che conquisterà inevitabilmente sempre più persone, soprattutto trai giovani.
Combatterlo potrebbe non essere la soluzione più efficace. Invece le buone prassi educative come strategia preventiva sembrano funzionare di più. L’educazione spetta soprattutto a noi genitori. Non è utile cederla ad altri, nemmeno alla scuola. È quello che fa di noi dei genitori. Talvolta dovremo porre dei limiti a nostro figlio, ma ricordiamoci che il nostro scopo non è unicamente quello di piacere ai nostri figli, né essere sempre loro amici. Noi siamo i loro educatori. Imporre regole è segno di maturità ed altruismo, anche se spesso molto faticoso. E se per noi è diventato così difficile dire di no ai nostri figli, non è certo a causa dei videogiochi.

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Bibliografia essenziale:

  • Policy and Prevention Approaches for Disordered and Hazardous Gaming and Internet Use: an International Perspective – 2017, King et al. – Prevention Science
  • The effectiveness of a parental guide for prevention of problematic video gaming in children: A public health randomized controlled intervention study – 2017, Krossbakken et al. – Journal of Behavioural Addictions
  • Internet Gaming Disorder in Children and Adolescents – 2017, Gentile – Pediatrics
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