La cosa più bella del 2017: un’esperienza didattica a 360° con la cooperativa La Rete

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Prima di poterle raccogliere, ci si prende cura delle piante.

La cosa più bella e difficile che abbiamo fatto lo scorso anno è stato un laboratorio pratico con una realtà associativa di Trento. La cooperativa sociale La Rete, un riferimento a livello regionale per quanto riguarda le persone con disabilità, dal momento in cui si è dimostrata capace di creare vere e proprie reti di supporto tra pubblico, famiglie, professionisti e volontari, da qualche mese si occupa di ripristinare un orto di erbe aromatiche creato a poca distanza dal centro cittadino. Assieme ad un botanico, un nutrito gruppo di persone è riuscito a togliere le erbacce, piantare nuove specie e far crescere decine e decine di piante, alcune semplicemente decorative, altre di una certa rilevanza anche erboristica: timo, calendula, salvia, sideritis syriaca, aneto, rosmarino. Per sfruttare appieno queste proprietà nascoste, ci hanno chiesto di strutturare un laboratorio di estrazione e preparazione rimedi medicinali, che coinvolgesse le persone che sono seguite dalla cooperativa. Avendo alle spalle esperienze pluriennali di volontariato in questo mondo, lo conosciamo bene: ogni persona è un mondo a sè, per caratteristiche, esigenze, manualità, costanza, impegno. Per questo, l’attività progettata doveva essere sfaccettata e multilivello, in modo che si potesse rivolgere a chi presentava varie possibilità d’interazione:

  • raccolta e lavorazione delle erbe
  • preparazione all’essiccamento
  • frantumazione e messa in estrazione
  • filtrazione e stoccaggio
  • realizzazione basi topiche
  • incorporazione estratti
  • preparazione soluzioni orali
  • miscelazione spezie

…e non solo! In otto incontri di tre ore, abbiamo seguito tutto l’iter classico di lavorazione di un prodotto vegetale, dalla raccolta, alla pulizia, all’essicamento, macerazione, filtrazione, preparazione del rimedio erboristico, invasettamento, etichettatura.

Tante difficoltà, tanta soddisfazione

Le difficoltà sono state tante, in quanto i gruppi che partecipavano al laboratorio erano diversi, quindi ad ogni incontro era necessario strutturare le attività in modo diverso. Inoltre, i partecipanti erano persone che presentavano gradi di disabilità molto differenti tra loro. C’era chi era molto bravo a frantumare il sale nel mortaio, ma faticava ad essere preciso nella pesata; allo stesso modo, c’era chi aveva memoria e precisione ferrei, ma difettava in manualità, e così via…
Tutti hanno tenuto duro, con costanza e superando via via gli imprevisti, abbiamo preparato: unguento balsamico al timo, crema alla calendula, sciroppo al miele, sapone liquido aromatico, sale alle erbe, tisana alla sideritis syriaca composta. Grazie ad un’esperienza didattica parallela alla nostra è stato curato il packaging di tutto, per poi essere presentato e venduto nel corso di un mercatino interno, rivolto a tutti gli amici della cooperativa la Rete. Alla fine del laboratorio eroavamo orgogliosi di quanto fatto, oltrechè per i risultati pratici, perché tutti assieme, sfruttando le potenzialità di ognuno, abbiamo dato un contributo ad un’avventura lunga un mese: dalla terra, al rimedio erboristico, in nome della solidarietà reciproca.

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