Non ti è ancora passata la voglia di fumare? Un intervento didattico per smettere, o non iniziare

Questa volta voglio parlarvi di un intervento piuttosto originale, in un campo ampiamente trattato e senza novità di rilievo: la lotta al fumo. Nonostante i programmi di contrasto all’abitudine della nicotina siano iniziati ormai più di 30 anni fa, i fumatori non accenano a diminuire: secondo un’indagine Doxa nel 2017 si è osservato un aumento generalizzato (da 22 a 22,3%), con la percentuale delle fumatrici che hanno superato i fumatori, per le regioni del nord. Perché non si riesce ad arrestare questo fenomeno? Con queste domande, abbiamo messo a punto “Fumo: pro o contro?” un laboratorio di 3 ore, da effettuarsi in un solo incontro, nella scuola media (preferibilmente secondo e terzo anno). L’abbiamo sperimentato più volte e il successo è garantito.

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Prima parte: il dibattito

Si inizia dividendo la classe in due gruppi: separatamente, ci dedichiamo a leggere brevi articoli sul fumo, scelti in modo da mettere in luce aspetti ben determinati. Si tratta di articoli che parlano sia dei lati negativi (conseguenze sanitarie, organolettiche, di qualità della vita), che di quelli “positivi” (sostegno ad economie emergenti, pagamento pensioni attraverso le tasse sulle sigarette, sfogo dello stress, etc.). Alla fine dell’approfondimento, si mette in scena un dibattito in cui, attraverso il botta e risposta, ognuno deve convincere la controparte della propria posizione. Si badi bene: i gruppi non vengono scelti in base alle opinioni dei partecipanti, ma in maniera arbitraria da parte di noi educatori. In questo modo, per difendere la propria idea ognuno deve mettersi nei panni di chi la pensa diversamente da sé e sviluppa la comprensione di sé e delle proprie azioni più spontanee. Questo vale soprattutto per coloro che si dichiarano decisamente contrari, che faticano ad empatizzare con i fumatori – salvo magari imitarli a qualche mese di distanza! Elaborando la propria idea attraverso il confronto attivo, si rinforza la propria posizione, anche grazie ai meccanismi del dibattito: vietato interrompere chi parla, obbligatorio proporre nuove questioni dopo aver risposto a quelle della controparte e non rifiutare mai lo scontro dialettico. Inoltre, questione da non sottovalutare, si gioca a sfatare il tabù del fumo “cattivo”, inutile a fini educativi, in quanto lo si rende ancora più seducente. La realtà è molto più complessa e i conflitti d’interesse in campo sono molteplici, ignorarli sarebbe imperdonabile. Naturalmente i motivi addotti a favore del fumo sono solo superficialmente sensati, tuttavia alcuni di essi mantengono una forte presa sui ragazzi, dal momento in cui si inizia sempre per gli stessi motivi: imitazione, sentirsi accettati, sfogare lo stress. Queste necessità sono sempre attuali e non vanno ignorate: le statistiche lo dimostrano. Ma questa è solo la prima parte del laboratorio… la prossima volta vi parliamo della parte pratica! Continuiamo con la descrizione del laboratorio didattico dedicato alla scuola media “Fumo: pro o contro?”. Questo intervento di 3 ore ha come obiettivo la prevenzione e la lotta alla dipendenza da nicotina ed inizia con un dibattito di cui abbiamo scritto nella scorsa puntata della rubrica. Ragazzi e ragazze si confrontano con uno stile dialettico su un tema difficile, tenendo delle posizioni assegnate da noi: un gruppo a favore, l’altro gruppo contrario al fumo.

Seconda parte: analisi della pubblicità

Per la seconda parte, abbiamo scelto di adottare altre metodologie didattiche, privilegiando la pratica. Partiamo dalla necessità di imitazione e sentirsi parte di un gruppo, che spesso viene fuori dal confronto con e tra gli alunni. Questa sensazione ha una base molto profonda e purtroppo spesso nella storia (anche contemporanea) è stato sfruttato dalle multinazionali del tabacco per trarre maggior profitto dalla vendita di sigarette. In particolare, sono stati siglati -all’insaputa del grande pubblico- accordi multimilionari per inserire nei film ruoli da protagonisti con l’abitudine del fumo, affidati a divi conosciuti e imitati. E’ famoso il contratto con cui Sylvester Stallone nel 1983 s’impegnò ad usare sigarette di una determinata marca nei successivi 5 film che avrebbe interpretato, in cambio di 500mila dollari.

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L’accordo con cui Sylvester Stallone s’impegnò ad inserire sigarette di una determinata marca nei film indicati

E questo continua fino ai nostri giorni, con cantanti e influencer che ricevono grandi quantità di denaro per mettere in evidenza il proprio vizio. Sarebbe sbagliato non rendere critici i ragazzi nei confronti di questo sistema di propaganda occulta, facendo cadere la responsabilità dei propri “errori” per intero sulle loro spalle, quando invece purtroppo sono solo gli ultimi e più fragili ingranaggi di un marchingegno estramente remunerativo ed oliato alla perfezione. Per questo, per il nostro intervento didattico abbiamo costruito un filmato con i pezzi di film, foto e canzoni in cui si parla manifestamente di fumo, magari con la marca delle sigarette in bella vista: guardandole assieme e analizzandone le caratteristiche, mettiamo in evidenza come sia tutto costruito ad arte per dare al fumo un’aura di bellezza, salute e seduzione – quanto di più distante ci sia dalla realtà! E’ sempre bello vedere in che modo reagiscono i ragazzi, sentendosi traditi da chi pensavano un loro amico… a distanza.

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Terza parte: l’esperimento

Prima di salutarci infine, per fugare ogni dubbio, realizziamo un esperimento in classe: con l’ausilio di una bottiglia, una sigaretta e un fazzoletto di carta, mostriamo la quantità di residuo che rimane nei polmoni di una persona dopo aver fumato UNA SOLA sigaretta. Eseguiamo questo semplice esercizio in classe, e poi facciamo passare il fazzoletto con il cerchio marrone e maleodorante tra i banchi, in modo che ognuno possa verificare con i propri sensi quello che di solito è nascosto all’interno del proprio corpo. Un video disponibile in rete mostra invece cosa succede effettuando lo stesso esperimento con 400 sigarette, ovvero 20 pacchetti, un mese di dipendenza di nicotina per un fumatore medio: 7200 mg di catrame, nero, secco, che rimane nei polmoni. Vi rimane ancora, questa maledetta voglia di fumare?

 

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