Idee per un corso di scienze dell’alimentazione alle scuole superiori – resoconto finale

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9 dicembre 2016 di sergiocattani

Ricordate che vi avevamo scritto di un corso di scienze dell’alimentazione a noi affidato, lo scorso ottobre? Ebbene, è finito qualche giorno fa.
Avevamo l’obiettivo di affrontare il mondo dell’alimentazione senza ignorarne la complessità e gli enormi conflitti che vi hanno luogo ogni giorno e a vari livelli. Per questo, sono stati approfonditi temi di grande impatto (anche emotivo)  e attuali, come il caporalato e il business delle diete. A questo proposito, i ragazzi in classe hanno avuto la possibilità di incontrare due persone, che in modi diversi si sono trovati alle prese con questi argomenti.

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Wolf Bukowski durante l’incontro in classe

Giulia e Wolf, storie a confronto

Giulia è venuta in classe a parlare della sua esperienza di vita, che l’ha vista alle prese con l’obesità e una malattia fortemente invalidante. All’età della scuola media infatti, l’avvento di una forma particolarmente severa di psoriasi ha messo in difficoltà e poi interrotto il suo cammino scolastico, spingendola anche ad alimentarsi in maniera eccessiva. In una delicata fase di cambiamento fisico e mentale per l’essere umano, gli evidenti segni della malattia sulla pelle di Giulia hanno scombussolato il rapporto con sé stessa, al punto da spingerla a mangiare come mai aveva fatto. E’ stato difficile, ritrovare l’equilibrio perduto, ed è successo grazie all’affetto delle persone che aveva attorno e con il supporto di un centro di dietetica e nutrizione clinica pubblico, lontano da guru della dieta, prescrizioni inviate per posta e libri dell’esperto di turno. I ragazzi hanno ascoltato la storia di Giulia con grande attenzione, facendole domande a 360°, sia per quanto riguarda cosa e quanto mangiava, sia sulla psoriasi, conosciuta solo per sentito dire. L’incontro è servito per guardare la dieta da un altro punto di vista, non come un insieme di norme da rispettare, ma come un delicato equilibrio da conquistare giorno dopo giorno. Inoltre, conoscere una persona che alla loro stessa età ha vissuto un periodo di forte crisi, arrivando ad abbandonare la scuola, ha spinto i giovani a riflettere sui percorsi tortuosi che portano molti di noi a superare le difficoltà, trovando aiuto nell’amore di chi ci sta accanto.

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Alcune delle domande anonime erano piuttosto insolite ed inattese…

Il secondo incontro è avvenuto con Wolf Bukowski, autore di “La danza delle mozzarelle”, inchieste sul caporalato ed altri temi connessi allo sfruttamento in campo alimentare e alle narrazioni che li nascondono. In due ore, Wolf ha discusso con i ragazzi, che di lì a poco avrebbero visitato Eataly a Milano, descrivendo il percorso che fa un pomodoro, dal campo agli scaffali del supermercato. Inoltre, ha messo in luce le contraddizioni insite nel racconto che di se stessi fanno COOP, Slow Food e lo stesso Eataly, protagonisti di EXPO e spesso conniventi con le perversioni dell’industria alimentare nostrana. I ragazzi si sono mostrati interessati e hanno posto domande a vari livelli, in un confronto diretto che ha parlato di migrazioni ed esportazioni, di cibo e di persone, da un punto all’altro del globo.

Oltre a questi incontri, una parte importante della didattica utilizzata in classe è stata dedicata al coinvolgimento diretto di alunne e alunni. Ad ognuno, da solo o in coppia, è stato assegnato un articolo, da leggere, analizzare e presentare a compagne/i di classe. È stata una sfida, dal momento in cui molti di loro erano bloccati dal mettersi “dall’altra parte”, tuttavia la maggior parte se l’è cavata ottimamente, rivelando doti espositive e passione per l’argomento, che in altri modi difficilmente si sarebbero potuti scovare. Certo, questa scelta aveva anche dei lati negativi: il tempo a disposizione per “noi” si accorciava di 20-30 minuti ogni incontro e talvolta  la spiegazione fornita risultava frammentaria e incompleta. Ma ciò che ha dato di positivo ad ognuno di loro siamo convinti che sia più importante di questi “difetti”.

Un’ora è stata dedicata all’analisi della pubblicità di cibo e in generale dei programmi che parlano di alimentazione in TV. E’ stata una parte molto gradita, che probabilmente in futuro si estenderà ulteriormente, in quanto i ragazzi hanno espresso particolare apprezzamento per questo tipo di approccio.

La cassetta dell’elemosina: pro e contro del progetto

Come già detto, il nostro primo passo in classe è stato chiedere ad ognuno di scrivere anonimamente due domande sul grande tema della scienza degli alimenti, da mettere in una scatolina che abbiamo fatto passare tra i banchi. Ci sarebbe servito per capire i loro principali interessi, oltreché vedere cosa intendevano loro per scienze degli alimenti. È stato interessante notare come le domande perlopiù vertessero su 3 temi: diete (le più sane, le migliori per sviluppare massa muscolare), OGM, cannabis. Un punto di vista diverso da quello che un professore potrebbe immaginare.

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Oltre alle domande, nella cassetta (ribattezzata “dell’elemosina”) abbiamo trovato 43 centesimi!

Alla fine del corso abbiamo usato lo stesso metodo per invitare ognuno a scrivere un difetto e un pregio delle venti ore trascorse assieme. Ecco i pareri più significativi e rappresentativi (ovvero apparsi più volte), le cose positive:

  • Intervento di Giulia
  • Metodo messo in atto per coinvolgerci
  • Intervento di Wolf Bukowski
  • Il nuovo modo di esporre in classe gli articoli
  • Lezione sugli OGM
  • Mi è piaciuto molto quando abbiamo visto i video delle pubblicità
  • Abbiamo trattato argomenti che con un prof interno non avremmo trattato
  • Ho trovato molto interessanti tanti argomenti, in particolare quelli che parlano degli spot pubblicitari e dei loro modi di convincere le persone
  • La possibilità di creare noi la lezione con le esposizioni
  • Ha portato delle persone esterne con delle esperienze nuove e positive
  • Mi è piaciuto molto l’articolo sul caporalato

e poi quelle negative:

  • tre ore attaccate sono troppe
  • lezioni a volte pesanti, perché dopo un po’ cala l’attenzione di tutti
  • intervento di Wolf troppo pieno di spunti per approfondirli tutti (e Lei –io, ndr– interveniva troppo spesso)
  • intervento di Wolf troppo breve

Insomma, tutto sommato possiamo essere contenti, sembra che il corso di 20 ore sia andato bene. Le critiche sono state contenute e costruttive, ideali per sistemare i difetti e riproporlo il prossimo anno. Un’esperienza per noi bellissima, che si è conclusa con la richiesta di articoli per le tesine di fine anno e un alunno che ci ha scelti come “relatori” nel suo lavoro sugli allevamenti intensivi… e così il corso continua!

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