Doctor G: una storia di passione per numeri, scienza e medicina

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9 novembre 2016 di sergiocattani

doctorg

Prendete Chandler, mescolatelo con le tavole della Sergio Bonelli, usate come sottotesto qualche metanalisi Cochrane e tanta attualità: ecco Doctor G. Per chi come me è cresciuto con Dylan Dog, Martin Mystere, Mister No e Zagor (ma anche Sturmtruppen e Cattivik…), si tratta di un ritorno al passato, quando mio fratello ogni mese in edicola comprava gli ultimi numeri, divorati il giorno stesso e poi attesi pazientemente per i restanti 30. Quattro settimane durante le quali fantasticavamo l’arrivo di nuove storie, nuove avventure, nuovi personaggi.

Il protagonista di Doctor G è uno statistico, Eric Gard, una sorta di indagatore dell’incubo senza pistola e Groucho, che si trova alle prese con amori finiti e indimenticati, lavori persi, un mondo di assassini e ingiustizie, che forse non succederebbero se i conflitti d’interesse fossero tenuti sotto controllo e l’alfabetizzazione statistica un po’ più diffusa. Ma qua non parliamo astrattamente di numeri, percentuali e calcoli, ma di casi di cronaca in cui la verità è stata manipolata al fine di dimostrare quello che più faceva comodo a chi aveva in mano il potere.

Si comincia con il caso O.J.Simpson, in cui il campione di football americano (accusato dell’omicidio della moglie) vide il verdetto ribaltarsi quando la giuria popolare passò da maggioranza nera a maggioranza bianca. Si continua con il caso Marta Russo e il tentativo molto intellettuale con conseguenze realmente tragiche di realizzare il “delitto perfetto”.

Eric Gard non sfigurerebbe in questa foto di gruppo dei protagonisti Bonelli

Eric Gard non sfigurerebbe in questa foto di gruppo dei protagonisti Bonelli

Il potere predittivo positivo di un test

Ma è nell’area medico-scientifica che Doctor G esprime il suo grande potenziale. Quando si parla di screening per il tumore alla mammella, sfruttato come esempio per parlare di statistica in medicina. Alla domanda fatidica “Se lo screening è positivo, quali sono le probabilità che io abbia effettivamente il tumore?”, le risposte degli specialisti spesso sono imprecise. Quelle corrette sarebbero semplici quanto sorprendenti, dal momento in cui -ad esempio- solo una donna su 10 risultata positiva allo screening ha poi effettivamente una neoplasia alla mammella. E l’elenco continua: su Doctor G si tracciano le differenze tra frequenze relative e frequenze naturali, applicandolo allo screening per la diagnosi precoce della sindrome di Down, oppure al cancro alla prostata, partendo dallo “spot” molto noto negli Stati Uniti, con cui Rudolph Giuliani fece credere che negli Stati Uniti le percentuali di sopravvivenza sono molto maggiorni che in Inghilterra (generando sconforto e incazzature al di là dell’Atlantico).

Illusione della certezza, rischio relativo e rischio assoluto

“La differenza tra Dio e un medico? Dio non pensa di essere un medico!” afferma Gard. Al medico si chiede un’indicazione precisa, un consiglio circostanziato, una certezza maggiore di quella che troviamo su internet o dal consiglio del vicino di casa. Ma non sempre è una fiducia ben risposta, purtroppo. La capacità di valutare in maniera oculata un’informazione scientifica non dipende solamente dalla preparazione strettamente clinica, ma anche dalla capacità di districarsi tra numeri, percentuali e parametri che, per quanto oscuri, sono maneggiati con grande abilità da parte delle aziende farmaceutiche. Queste ultime ben sanno come fare a simulare l’efficacia di un farmaco, sostituendo un end point, l’obiettivo dello studio, oppure semplicemente dividendo i partecipanti ad un trial in modo da sminuire l’importanza di un effetto collaterale. E l’esempio più grave in questo campo è ben descritto in Doctor G: il caso del Vioxx-rofecoxib, che nel 1999 venne messo in commercio dalla casa farmaceutica Merck, nascondendone gli effetti collaterali a livello cardiovascolare. Quando il farmaco venne ritirato dal mercato, i morti a causa sua erano almeno 55000.

vioxx

Un testo completo

Ma i piani di lettura di Doctor G sono molteplici. Innanzitutto, i protagonisti prendono le loro fattezze, idee e personalità da protagonisti reali del mondo della scienza e della medicina. Farmacologi, statistici, medici che hanno segnato positivamente la ricerca sui farmaci e la lotta contro i conflitti d’interesse in campo sanitario. Una bella occasione per saperne di più, per coloro che conoscono poco gli “eroi” di questo affascinante universo. Inoltre, al termine della storia 26 pagine accompagnano il lettore con note, approfondimenti, link a video (completi di QR-code) che spiegano ulteriormente i mille riferimenti a fatti reali presenti nel testo.

Una farfalla vola leggera sulle pagine di questo fumetto dalla prima all’ultima pagina, e il suo flebile battito d’ali ancora promette di causare uragani dall’altra parte del mondo. Speriamo che sia così anche con Doctor G, scelto come mezzo di educazione di massa a partire dai più giovani, studenti delle superiori, ma anche e soprattutto universitari. In particolare i futuri medici, cui purtroppo raramente viene insegnato a leggere sotto quel sottile strato d’inchiostro che macchia pagine bianche di cifre, grafici e percentuali.

 

A drop of ink make a million think

(George Gordon Byron)

 

Per acquistare Doctor G: sito ufficiale.

 

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