Diseducazione alla salute: la pubblicità dei medicinali – prima parte

Pubblichiamo in tre articoli successivi il testo scritto per “INFO – Unifarm”, foglio mensile di informazione medico scientifica indipendente, rivolto ai farmacisti, a firma della dottoressa Moira Stefini e di Sergio Cattani.

Diversi, ma uguali
A dicembre 2015 dall’Australia è arrivata la notizia: l’azienda Reckitt Benckiser è stata multata e obbligata a ritirare dal commercio le sue confezioni di Nurofen perché accusata di pubblicità ingannevole dalla commissione australiana per la difesa dei consumatori. L’azienda aveva messo in commercio quattro prodotti, solo apparentemente diversi ma sostanzialmente uguali, pubblicizzati per la loro presunta specificità: Nurofen back pain per il mal di schiena, Nurofen migraine pain per l’emicrania, Nurofen period pain per i dolori mestruali e Nurofen tension headache per la cefalea tensiva. Tutti i medicinali, in realtà, contengono lo stesso principio attivo, nello stesso dosaggio: ibuprofene sale di lisina 342 mg. Secondo il tribunale federale australiano, i singoli prodotti si equivalgono nel trattamento dei tipi di dolore indicati; inoltre il loro prezzo, più elevato rispetto ad altri medicinali equivalenti, non è affatto giustificato. Da qui la multa e l’obbligo per l’azienda di ritirare i medicinali dal commercio entro tre mesi.
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Anche nel mercato italiano circolano medicinali solo apparentemente diversi, ma sostanzialmente uguali, pubblicizzati per la loro specificità. Rimanendo su Nurofen, il sito Internet dedicato, oltre a ricordarci del “sollievo mirato al centro del dolore”, elenca i prodotti a marchio Nurofen in commercio in Italia; tra questi: il classico Nurofen 200 mg per il “trattamento del mal di testa e di dolori di varia natura”, Nurofen 400 mg “una soluzione per i dolori più forti” e il più recente Nurofenelle 400 mg (confezione di colore rosa carico) per il “sollievo mirato dai dolori mestruali”, nonostante tra le indicazioni terapeutiche di Nurofenelle siano annoverati anche il mal di testa, i dolori muscolari e osteoarticolari.Altri esempi ben più famosi sono i medicinali Moment e Moment granulato: pur condividendo principio attivo, dosaggio e indicazioni, il primo ha una confezione di colore azzurro ed è pubblicizzato per il mal di testa, mentre la confezione del secondo, pubblicizzato per i dolori mestruali, è di colore rosa. Discorso analogo si può fare per Momentact e Momentact analgesico: prodotti equivalenti, si distinguono solo per il colore delle confezioni: blu scuro la prima, rosa carico la seconda. Siamo davanti ad esempi di “farmaci di genere”?

A tutela dei pazienti
Nell’articolo 113 della legislazione di riferimento, la pubblicità dei medicinali viene definita come “qualsiasi azione d’informazione, di ricerca della clientela o di esortazione, intesa a promuovere la prescrizione, la fornitura, la vendita o il consumo di medicinali”. Informazione e promozione vanno dunque a braccetto: s’informa a proposito di un medicinale per promuoverne la vendita e il consumo. Non certo per favorire un’informazione oggettiva, fine a se stessa, o per stimolare un confronto tra medicinali equivalenti o analoghi già presenti in commercio.

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La pubblicità di medicinali esiste da molto tempo in Italia, ecco una vecchia inserzione sul giornale


E’ il Ministero della Salute a tutelare i cittadini da informazioni parziali, fuorvianti o scorrette: è infatti vietato diffondere una pubblicità di medicinali, se essa non sia stata preventivamente autorizzata dal Ministero della Salute.
Il D.Lgs 219/2006 specifica anche che “nulla, nel messaggio pubblicitario, deve indurre a ritenere che il medicinale possa migliorare il normale stato di salute del soggetto o che il mancato uso del farmaco possa avere effetti pregiudizievoli sul normale stato di buona salute”. S
empre nel rispetto della legge, la pubblicità di un medicinale deve, fra le altre cose, favorire l’uso razionale del farmaco, presentandolo in modo obiettivo e senza esagerarne le proprietà; deve comprendere la denominazione del medicinale e quella comune della sostanza attiva, le informazioni indispensabili per un corretto utilizzo, un invito chiaro ed esplicito a leggere le avvertenze. Fatta questa premessa, nel prossimo articolo analizzeremo delle pubblicità di medicinali.


Bibliografia principale:

  1. Australia ritira Nurofen per confezioni fuorvianti” http://www.adnkronos.com/salute/farmaceutica/2015/12/14/australia-ritira-nurofen-per-confezioniHYPERLINK “http://www.adnkronos.com/salute/farmaceutica/2015/12/14/australia-ritira-nurofen-per-confezioni-fuorvianti_4egJVqasumTme6y5Z5qt-fuorvianti_4egJVqasumTme6y5Z5qt7L.html?refresh_ce.
  2. Sito Internet Nurofen (cons. in data 12.02.2016) http://nurofen.it/products.php.
  3. https://www.youtube.com/watch?v=6GLFyM1MJSE.
  4. http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/content/informativa-aifa-sul-corretto-utilizzo-del-medicinale-ginetantum.
  5. Sito web “No grazie” http://www.nograzie.eu/risorse/documenti/pubblicita-dei-farmaci-diretta-al-cittadino.
  6. Ama calls for ban on Direct to Consumer Advertising of prescription drugs and medical devices” http://www.ama-assn.org/ama/pub/news/news/2015/2015-11-17-ban-consumer-prescription-drug-advertising.page.
  7. A decade of DTCA of prescription drugs” N Engl J Med 2007;357:673-81.
  8. http://www.lavoce.info/archives/9698/il-prezzo-dei-farmaci-e-un-problema-per-tutti.
  9. Numeri e indici dell’automedicazione-Edizione 2015” http://assosalute.federchimica.it/homepage-anifa/pubblicazioni/numeri-e-indici.aspx.
  10. Elenco dei 50 SOP e OTC più venduti” http://www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_8_1_1.jsp?lingua=italianoHYPERLINK “http://www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_8_1_1.jsp?lingua=italiano&id=14”&HYPERLINK “http://www.salute.gov.it/portale/documentazione/p6_2_8_1_1.jsp?lingua=italiano&id=14id=14.
  11. Rapporti OsMed – L’uso dei farmaci in Italia” http://www.agenziafarmaco.gov.it/it/content/rapporti-osmed-luso-dei-farmaci-italia.

 

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