Il ruolo del miele nella tosse acuta

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13 dicembre 2015 di sergiocattani

Pubblichiamo la seconda parte dell’articolo realizzato per Info Intesa (edito da Unifarm), foglio d’informazione indipendente per farmacisti, scritto assieme alla dottoressa Moira Stefini. Si tratta di una revisione della letteratura scientifica più robusta su questo tema, che va a sostituire l’articolo scritto un anno fa su questo blog (https://saluteducazione.wordpress.com/2014/11/08/tosse-e-miele-la-storia-continua/).

Il miele

Il miele è un alimento noto e utilizzato da millenni: si trova traccia del suo utilizzo già nel 3000 a.C.L’Organizzazione Mondiale della Sanità, così come diverse associazioni mediche, lo riportano come possibile trattamento contro tosse e infezioni del tratto respiratorio superiore. La composizione del miele, una soluzione sovrasatura costituita da zuccheri diversi (tra cui in genere prevalgono fruttosio e glucosio), è estremamente variabile: il prodotto finale ricavato a partire dal nettare è strettamente legato al tipo di fiori “visitati” dalle api.

honey_box - CopiaOltre a zuccheri, proteine, vitamine e sali minerali, il miele contiene una frazioneantiossidante, costituita da polifenoli, acidi organici ed enzimi: più elevata è la componente antiossidante, più il colore del miele è scuro. Dal punto di vista terapeutico, sono molti i poteri attribuiti al miele, non sempre però supportati da prove di efficacia convincenti. Gli studi clinici pubblicati sono pochi. I benefici del miele nella cicatrizzazione delle ferite (per uso esterno) e nel trattamento della tosse (per uso interno) sono ancora oggetto di studio. Il potere antiossidante, le proprietà antimicrobiche e l’alto contenuto di zuccheri potrebbero spiegare la presunta efficacia del miele sia come cicatrizzante, sia come antitussivo. In particolare, alla frazione zuccherina sarebbe dovuto l’effetto emolliente sulle mucose delle vie aeree superiori, effetto utile in caso di irritazioni come la tosse.

Gli studi disponibili

In letteratura si trovano pochi studi sull’efficacia del miele contro la tosse acuta; tali studi inoltre presentano diverse limitazioni metodologiche. La grande maggioranza degli studi riguarda l’età pediatrica. Uno studio clinico americano del 2007, randomizzato e controllato, a doppio cieco parziale, ha coinvolto 105 bambini e ragazzi tra i 2 e i 18 anni, con tosse da meno di 7 giorni, divisi in tre gruppi: il primo gruppo ha ricevutouna singola dose serale di miele di grano saraceno, dose differente in base all’età (1/2, 1 o 2 cucchiaini da the); al secondo gruppo è stata somministrata una dose di sciroppo di destrometorfano al gusto di miele; al terzo gruppo, il controllo, non è stato somministrato alcun trattamento3. Tramite un questionario, compilato dai genitori, sono stati valutati i seguenti parametri: frequenza, severità, grado di fastidiosità della tosse, qualità del sonno di bambini e genitori. Il miele ha dimostrato la sua superiorità rispetto al destrometorfano e al non trattamento: con il miele sono migliorati sia la tosse, sia la qualità del sonno. Gli effetti indesiderati riportati nel caso di cinque bambini che avevano ricevuto il miele sono stati: iperattività, nervosismo, insonnia. Da segnalare un possibile conflitto d’interessi: lo studio è stato finanziato da un ente industriale statunitense, l’US National Honey Board, che si occupa di promozione del miele.untitled
Uno studio clinico iraniano del 2010 (non in doppio cieco), condotto su 139 bambini tra i 2 e i 5 anni, ha confrontato l’efficacia antitussiva del miele sia contro destrometorfano, sia contro difenidramina (un antistaminico di prima generazione, molto usato nei farmaci antitussivi negli Stati Uniti, ma non in Italia).
I bambini sono stati divisi in quattro gruppi: i primi tre gruppi hanno ricevuto rispettivamente 2,5 ml di miele iraniano “naturale” (nello studio mancano indicazioni sulla tipologia), uno sciroppo contenente destrometorfano oppure uno sciroppo contenente difenidramina. Il quarto gruppo, il controllo, ha ricevuto un trattamento di supporto, costituito da lavaggi nasali, umidificazione ambientale e idratazione, trattamento raccomandato anche agli altri gruppi. Gli esiti clinici hanno mostrato un miglioramento significativo della sintomatologia nei suoi vari aspetti (severità, frequenza, disturbo arrecato al sonno di bambino e genitori) per tutti i partecipanti trattati con miele o farmaci, con indici superiori nel gruppo trattato con miele. I genitori di due bambini del gruppo miele hanno segnalato la comparsa di nervosismo.
Uno studio clinico israeliano, randomizzato in doppio cieco, pubblicato nel 2012, ha valutato tre tipi di miele  (eucalipto, labiatae, agrumi) su 270 bambini di età compresa fra 1 e 6 anni, affetti da URI5. La somministrazione serale di 10 grammi di miele, puro o diluito in bevande senza caffeina, 30 minuti prima di andare a letto, ha prodotto un miglioramento in termini di frequenza e severità della tosse e anche di qualità del sonno (compreso quello dei genitori) statisticamente superiore al placebo, costituito da sciroppo dolce di dattero. Non si è osservata alcuna differenza fra i tre tipi di miele in termini di esiti clinici. Lo studio ha dimostrato la superiorità del miele rispetto a una soluzione zuccherina altrettanto concentrata, qual è lo sciroppo di dattero, aprendo la strada all’ipotesi che l’efficacia antitussiva del miele non sia legata solo ed esclusivamente alla sua componente zuccherina, ma anche ad altri principi attivi. In quattro bambini trattati con miele sono stati riportati: gastralgia, nausea, vomito, senza differenze significative fra i tre gruppi. Anche questo studio presenta un possibile conflitto d’interessi, poiché finanziato dall’Honey Board of Israel, ente israeliano di promozione, controllo e commercializzazione del miele.
Uno studio italiano del 2014 ha preso in considerazione 134 bambini e ragazzi, tra i 2 e i 14 anni, con tosse da URI, divisi in tre gruppi e trattati rispettivamente con latte e miele millefiori, oppure con destrometorfano (Lisomucil tosse® sciroppo) oppure con levodropropizina (Levotuss® gocce)6. Anche in questo caso l’efficacia è stata misurata utilizzando un questionario teso a valutare la severità e la frequenza della tosse, oltre al sonno del bambino e dei genitori. Ogni rimedio ha dimostrato di essere efficace. Gli autori dello studio hanno pertanto concluso che il miele ha un’efficacia paragonabile a quella degli antitussivi a base di destrometorfano o di levodropropizina e può essere considerato una valida alternativa nei bambini sopra l’anno di età. Tuttavia, la mancanza del confronto con placebo e l’utilizzo del latte come veicolo per somministrare il miele limitano di molto la trasferibilità dei risultati di questo studio al contesto reale.
Conclusioni
Gli studi pubblicati a supporto dell’utilizzo del miele in piccoli pazienti affetti da tosse acuta presentano limiti che rendono i risultati difficilmente trasferibili alla pratica quotidiana. Inoltre, quando si parla di miele, bisogna tener presente che esiste una grande variabilità di prodotti, legata sia all’origine, sia alla composizione del miele stesso. Non è pertanto possibile trarre conclusioni definitive per consigliare il miele, e soprattutto un tipo di miele rispetto a un altro, in alternativa ai più comuni farmaci da banco nel trattamento della tosse acuta, in bambini e adulti.
Tuttavia, poiché in alcuni studi il miele si è dimostrato superiore al placebo e in altri è risultato anche più efficace dei farmaci da banco contro la tosse di bambini e ragazzi, è possibile utilizzare il miele come rimedio di prima scelta per una tosse notturna che disturba il sonno di un bambino o di un adulto.BeeBarf
Le uniche controindicazioni all’uso del miele sono l’età inferiore a 1 anno, a causa del rischio botulino (ovvero al rilascio di tossine da parte del Clostridium Botulinum, eventualmente presente nel miele) e la presenza di eventuali allergie a uno o più componenti presenti nel miele. Il miele va inoltre usato con cautela in caso di diabete.
Per il resto, la sicurezza d’uso del miele è sempre stata confermata, salvo casi poco frequenti di iperattività, nervosismo e insonnia registrati negli studi clinici. Per contro, in letteratura sono riportati numerosi eventi avversi legati all’uso del destrometorfano, uno dei farmaci da banco più utilizzati per trattare la tosse nei bambini: sonnolenza, atassia, psicosi, allucinazioni, distonia, neuropatia periferica, anafilassi, per citarne solo alcuni.
Questo situa il miele in posizione di favore rispetto ai comuni farmaci da banco disponibili per il trattamento della tosse, privi di prove di efficacia convincenti e talvolta responsabili di effetti avversi, più o meno gravi.

 


Bibliografia essenziale:

1. Honey for acute cough in children. Oduwole O, Meremikwu MM, Oyo-Ita A, Udoh EE. Cochrane Database Syst Rev. 2012 Mar 14; Update in: Cochrane Database Syst Rev. 2014. 2. The chemical composition of Honey. Ball D.W. Journal of chem. Edu. vol.84 no.10 2007 oct. 3. Effect of honey, dextromethorphan, and no treatment on nocturnal cough and sleep quality for coughing children and their parents. Paul IM et al. Arch Pediatr Adolesc Med. 2007 Dec. 4. A comparison of the effect of honey, dextromethorphan, and diphenhydramine on nightly cough and sleep quality in children and their parents. Shadkam MN, Mozaffari-Khosravi H, Mozayan MR. J Altern Complement Med. 2010 Jul. 5. Effect of honey on nocturnal cough and sleep quality: a double-blind, randomized, placebo controlled study. Cohen HA et al. Pediatrics. 2012 Sep. 6. Effect of multiple honey doses on non-specific acute cough in children. An open randomised study and literature review. Miceli Sopo S, et al. Allergol Immunopathol (Madr). 2015 Sep-Oct.

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