Ingrassando il corpo umano: Coop ed educazione al consumismo

Consumismo:  aumento dei consumi al fine di soddisfare i bisogni indotti dalla pressione della pubblicità e da fenomeni d’imitazione sociale diffusi tra ampi strati della popolazione (da Treccani).
Mi piace iniziare un articolo con una definzione, giusto per mettere in ordine i riferimenti e per condividere il terreno su cui ci muoviamo.

Leucociti ed eritrociti in un fotogramma del cartone animato

Un fotogramma del cartone animato

Al pari di milioni di italiani, anch’io da piccolo ho completato svariati album di figurine. Qualche annata di campionato di Serie A, 2 mondiali di calcio e un album sul motociclismo. Ma c’è stato anche un anno in cui la “Corradini” latte (marca di latticini made in Trentino) organizzò una raccolta di figurine sugli uccelli, dedicata a tutti i pennuti del globo. Non sono diventato un bird watcher, ma in compenso a casa mia per 2-3 mesi si è mangiato yogurt a colazione, pranzo e merenda, mentre per cena c’era sistematicamente minestra di latte. L’unico modo di procurarsi le figurine infatti era acquistare i prodotti Corradini e non dimentico come fosse divertente rompere l’anima ai miei genitori perché smettessero di acquistare le altre marche e riempissero il carrello di confezioni di latte a lunga conservazione e cose simili. Il frigo era diventato monomarca e piuttosto stipato. Penso che l’azienda fosse piuttosto felice del successo dell’iniziativa, anche se non passarono molti anni che fallì miseramente. A quanto pare, neppure le belle raccolte di figurine salvano i bilanci.
Insomma, non ho nulla contro le figurine. Anzi, possono rappresentare un bel gioco, che favorisce la socialità e fa pensare ai bambini ad un’economia diversa, non basata sul denaro, ma sul baratto (di “figu”, in questo caso). Tuttavia non mi piace affatto “Esplorando il corpo umano – Coop”, l’ultima iniziativa di SAIT, Consorzio delle Cooperative di Consumo Trentine (con la collaborazione di LatteTrento, Casse Rurali Trentine e Parmareggio). Si tratta di una raccolta di figurine dedicate al mondo inventato da Albert Barillè (che si starà leggittimamente rivoltando nella tomba), che una volta si chiamava “Siamo fatti così” e in originale “Il était une fois… la Vie“. Si tratta di una serie televisiva a disegni animati del 1987 sul “funzionamento” del corpo umano piuttosto ben fatta, con attenzione all’intrattenimento e serietà scientifica.

La pubblicità dell'iniziativa

La pubblicità dell’iniziativa

Ogni 15 euro di spesa presso i punti vendita della Cooperazione viene regalato un pacchetto di figurine. Un tetto minimo piuttosto alto, considerati anche i tempi di crisi. Se l’album consta di 90 figurine e una bustina di 5 figurine, possiamo ipotizzare che servano almeno 36 bustine, ovvero 540 euro di spesa (dal 10 ottobre al 14 novembre). Non poco. Pertanto, viene quasi necessario ricorrere alla seconda opzione, ovvero i cosiddetti “prodotti segnalati”, grazie ai quali “ricevi tante bustine di figurine in più”. Quali sono?
Oltre ai prodotti Latte Trento e Parmareggio, i quali hanno buoni valori nutritivi (tranne uno, vedi sotto) e non contengono particolari schifezze (sebbene sulla qualità del latte di Latte Trento ci sarebbe molto da discutere), sono state fatte delle scelte piuttosto diseducative dal punto di vista alimentare.
Tra i prodotti rivolti a bambini e ragazzi spicca Cucciolone Algida, che contiene 19% di zuccheri e 5% di grassi saturi, con ingredienti quali sciroppo di glucosio/fruttosio,  oli di palma e cocco, sciroppo di glucosio, sciroppo di zucchero caramellato, sciroppo di zucchero invertito. Ma ci sono anche i biscotti Zoodoria Doria, di cui non siamo riusciti a trovare gli ingredienti neppure sul sito ufficiale -scarsa trasparenza-, però sappiamo che contengono 19% di grassi, 9,8% grassi saturi, 24% di zuccheri e non brillano certo per salubrità (a quanto pare la pensa così anche il produttore, visto che indica come porzione consigliata la bellezza di UN BISCOTTO…). Infine, Kellogg’s Coco Pops Risociok, che da diritto a ben 2 pacchetti di figurine, forte dei suoi 11 grammi di zuccheri ogni porzione (30 grammi, consigliati dal produttore), ovvero un contenuto pari al 35%. Per l’occasione viene lanciato anche il nuovo ABC della merenda Parmareggio, un prodotto a base di grissini, parmigiano Reggiano e frullato di frutta: a prima vista sembrerebbe un buon mix carboidrati+proteine+vitamine per la merenda, peccato che la percentuale di zuccheri semplici del preparato a base di frutta sia 12,8%, e nel complesso la “merenda” contenga la bellezza di 16 grammi di zucchero. Segnalo, anche se non è rivolto ai bambini, il prodotto principe della raccolta, Caffè Solubile Gran Aroma Nescafè (Nestlè), il quale da diritto a 6 pacchetti di figurine… un ottimo modo per promuovere il buon caffè. Si tratta insomma di prodotti di cui i ragazzi non dovrebbero fare uso, o perlomeno di cui sarebbe meglio non promuovere ulteriormente l’acquisto, oltre a quanto già la pubblicità non faccia. Più di una volta abbiamo parlato di questi prodotti iperzuccherati durante le nostre scorribande scolastiche, sottolineando come il loro apporto nutritivo sia inesistente e siano molti i danni che fanno, sul versante della “costruzione della percezione del gusto”.

Uno dei prodotti che fa bella vista di sè sugli scaffali di un supermercato Coop

Uno dei prodotti che fa bella vista di sè sugli scaffali di un supermercato Coop

Ingredienti e tabella nyutrizionale di Kellogg's Coco Pops Risociok

Ingredienti e tabella nyutrizionale di Kellogg’s Coco Pops Risociok

Come se non bastasse, l’iniziativa è completata dalla possibilità di consegnare le bustine vuote presso la propria scuola, in modo che l’istituto possa avere un buono di 500 euro da spendere in materiale didattico.

“Esplorando il corpo umano COOP” è un chiaro esempio di doppia morale da parte della Cooperazione (sia Trentina che nazionale), che da una parte sostiene l’educazione alimentare e la scuola, dall’altra induce grandi e piccoli al consumismo. Particolarmente “peloso” il fatto che questa iniziativa sia rivolta ai bambini, più esposti alle conseguenze del marketing selvaggio, sfruttati per indurre i genitori all’acquisto. Allo stesso modo, ritengo deprecabile il fatto di vincolare un aiuto economico destinato alla scuola alla spesa presso i propri punti vendita, sfruttando ancora una volta la collaborazione dei bambini. Mescolare in questo modo educazione e profitto esercita un effetto negativo sui giovani, specialmente in un momento come questo in cui lo Stato, operando nuovi tagli su scuola e welfare, favorisce l’ingresso dell’interesse economico privato a vari livelli della vita sociale.


Riferimenti:

http://www.corpoumano-coop.it/
http://www.treccani.it/enciclopedia/consumismo/
http://www.sharehappy.it/Products/ProductDetail.aspx?bid=171665&sid=171659&pid=171656
http://www.cooperazionetrentina.it/Ufficio-Stampa/Notizie/A-mangiar-bene-si-impara-da-piccoli
http://www.parmareggio.it/it/prodotti/parmareggio/l-abc-parmareggio/l-abc-della-merenda-con-snack-parmareggio

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