Pubblicità e piramidi alimentari

Tutti conoscono la piramide alimentare. Si tratta di un modo di comunicare graficamente la costruzione bilanciata di un tipo di alimentazione. Per la dieta mediterranea, troveremo frutta e verdura ai piani più bassi (da consumare 5-6 porzioni nella giornata), e salendo man mano pasta e farinacei (2-3 porzioni), latticini (1 porzione quotidiana), carne (2-3 porzioni, ma a settimana), condimenti e altri grassi (il meno possibile, anche tutti i giorni), e infine i dolci (non più di una volta a settimana).

Un bell'esempio di piramide alimentare

Un bell’esempio di piramide alimentare

Accanto a questa, ce ne sono molte altre ed è curioso come ogni stato europeo abbia la sua. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha provato a fare una sintesi di tutte, puntando più sui gruppi nutritivi che sui cibi veri e propri (proteine anziché carne e/o latticini, carboidrati anziché farinacei, e così via). In questo modo ha rinunciato alla semplicità del grafico a piramide, come modo di comunicare indicazioni piuttosto complesse a bambini o adulti di tutte le fasce della popolazione, e rimane piuttosto un mezzo per addetti ai lavori (dietologi, esperti di alimentazione).

Una rappresentazione a piramide della tabella di indicazioni alimentari dell’OMS (by Dorade – Own work. Licensed under CC BY-SA 3.0)

Tanti tipi di piramide alimentare

Accanto alle piramidi ufficiali (quella mediterranea, quella sportiva, quella ufficiale del Dipartimento USA dell’Agricoltura, etc.), ne sono nate alcune molto simpatiche: la college food pyramid, basata sul cibo più diffuso nei college americani (cibo spazzatura, perlopiù) oppure la divertentissima kids food pyramid, ovvero la piramide alimentare scelta spontaneamente dai bambini, che comprende il gruppo “io questo non lo mangio” e “non commestibile – da mangiare solo quando non si riesce a resistere”, comprendente biglie, bottoni e altri piccoli oggetti. D’altronde non è un sacrilegio scherzarci un po’ sopra, dal momento in cui le varie versioni delle piramidi alimentari sono state spesso manipolate sotto l’influenza dell’industria alimentare. Negli Stati Uniti per esempio ci fu una versione che indicava fino a 7 porzioni quotidiane di farinacei, in seguito a pressioni degli industriali del mais e della farina.

Piramide alimentare basata sul cibo scelto spontaneamente dai bambini

Piramide alimentare basata sul cibo scelto spontaneamente dai bambini

La piramide del cibo più amato nei college americani

La piramide del cibo più amato nei college americani

Un esperimento scolastico

Nelle nostre scorribande scolastiche, abbiamo deciso assieme ai ragazzi di prendere spunto dalla piramide alimentare ufficiale, costruendone una tutta nostra. Come abbiamo fatto? Semplice: ogni alunna/o doveva scrivere su un foglio i primi tre alimenti/bevande di cui ricordano di aver visto la pubblicità (sia essa televisiva, su internet, carta stampata, etc.). Abbiamo raccolto le risposte di 3 classi (63 ragazze e ragazzi di seconda media) e costruito una piramide alimentare basata sugli spot televisivi.
Ci siamo basati sugli spot ricordati dai ragazzi per due motivi: innanzitutto, ognuno di loro ricorda ciò cui assiste con maggior frequenza. Infatti, vedremo come dalle risposte fornite non faticheremo a risalire agli spot pubblicitari più trasmessi negli ultimi mesi (o anni). Inoltre, i ragazzi riferiscono di ricordare di più ciò che loro piace maggiormente. Forse è più vero l’opposto, ovvero che il loro gusto è fortemente influenzato dagli spot che vedono, tuttavia -una volta costruito l’immaginario adatto al consumismo alimentare- è innegabile come il cibo “preferito” lasci un’impronta maggiore. Ma vediamo com’è andata!

La piramide alimentare costruita con i cibi più ricordati negli spot

La piramide alimentare costruita da noi con i cibi più ricordati negli spot

La piramide alimentare basata sugli spot

Gli snack dolci la fanno da padroni, piazzandosi al piano terra, ovvero -se la paragonassimo ad una piramide alimentare reale- sarebbero da consumare più volte durante al giorno, a volontà. Di questo gruppo fanno parte merendine industriali di vario tipo (Kinder, Mulino Bianco), ma Nutella B-Ready la fa da padrone, grazie ai più di 30 milioni di investimento in marketing da parte del gruppo Ferrero negli ultimi 16 mesi. Accanto agli snack dolci, sono immancabili Coca-Cola e Nutella, ricordate da 23 e 18 ragazzi rispettivamente. A loro abbiamo dedicato un gruppo a sè, in quanto si affermano come alimenti che travalicano la semplice definizione di “bevanda zuccherata” o “crema spalmabile alle nocciole” e s’impongono grazie ad una presenza imponente in TV e internet come riferimenti a parte.

Ingrandimento dei piani più bassi della nostra piramide

Dettaglio dei piani più bassi della nostra piramide

Il piano superiore è occupato da biscotti (perlopiù Mulino Bianco), snack salati (Pringles e San Carlo) e pasta (De Cecco, Barilla). Adolescenti (Pringles), attori di mezza età affascinanti e piacioni (Antonio Banderas per Mulino Bianco) e l’ambiente famigliare (varie marche di pasta) fanno grande presa nell’immaginario dei ragazzi e sono stati ricordati dal 15-20 %. La strana coppia bevande zuccherate – latticini/yogurt si divide il 3 piano. La campagna pubblicitaria del Parmigiano Reggiano – Parmareggio ha avuto un buon risultato, stando a quanto hanno riferito i ragazzi. Paragonandola alla piramide alimentare “ufficiale”, possiamo dire che il livello occupato dai latticini è più o meno lo stesso. Questo tuttavia non vale per le bevande zuccherate…

Le campagne pubblicitarie massiccie delle acque minerali Uliveto, Rocchetta, Vitasnella e Sant’Anna vengono ricordate dal 12% di alunne e alunni, al pari del tonno in scatola (soprattutto Rio Mare – Kevin Costner si conferma un testimonial efficace anche a 60 anni). Abbiamo messo sullo stesso piano, anche se con qualche preferenza in meno, i piatti pronti e gli alcolici. Una dimostrazione in più di come negli interventi educativi volti a limitare il consumo di alcol non si possa dimenticare l’influenza della pubblicità, pervasiva e consistente, di birre, alco-pops, vini e drinks.

Ingrandimento dei piani centrali della nostra piramide

Dettaglio dei piani centrali della nostra piramide

L’ultimo piano è occupato da quelli che dovrebbero essere gli alimenti da consumare una volta ogni tanto, solo per piacere. Paradossale come ci sia la frutta, la cui pubblicità è ricordata solo da 3 persone, che invece andrebbe consumata più volte al giorno e in tutte le piramidi alimentari ufficiali è al piano terra. Accompagnano la frutta un hamburger -in rappresentanza dei Fast Food- e la carne. Questo non è un brutto segno e anzi potrebbe essere una buona raccomandazione dietetica… tuttavia pensiamo che sia relativo alla bassa presenza in TV di questo tipo di alimenti, non alla preferenza dei ragazzi!

In conclusione

Con questo piccolo esperimento facilmente riproducibile da qualsiasi insegnante a scuola, abbiamo raggiunto diversi obiettivi. Innanzitutto siamo riusciti a spiegare ai ragazzi la piramide alimentare “ufficiale” in un modo divertente, capendone il senso attraverso paradosso e provocazione. Abbiamo dimostrato ai ragazzi come gli spot pubblicitari di alimenti sponsorizzino un tipo di alimentazione sbilanciata e pericolosa, in quanto la loro memoria non si discosta molto dal tipo e dalla frequenza dell’offerta pubblicitaria corrente in tema di cibi e bevande.

Infine, questo approfondimento è stato propedeutico ad una fase successiva dei nostri laboratori didattici. Come accennato i ragazzi imputano la presenza televisiva preponderante di snack, dolciumi e bevande zuccherate al fatto che sono i cibi che a loro piacciono di più. Ma come fare venire loro il dubbio che piacciono di più proprio perché li vedono spesso nelle pubblicità?
Noi ci siamo riusciti, ma ve lo racconteremo un’altra volta!

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4 pensieri su “Pubblicità e piramidi alimentari

  1. Vera Tirassa ha detto:

    L’ha ribloggato su Vera Tirassae ha commentato:
    Ecco un bellissimo progetto scolastico per sensibilizzare gli alunni riguardo l’alimentazione: ogni alunno deve scrivere su un foglio i primi tre alimenti/bevande che ricorda di aver visto in pubblicità (TV, internet, carta stampata, etc.). Successivamente è stata costruita una piramide alimentare basata con gli alimenti elencati dagli studenti.

    Questo progetto è servito per osservare i collegamenti tra frequenza di trasmissione di pubblicità, popolarità dei prodotti pubblizlcizzati e preferenze degli alunni…. o forse è più vero l’opposto, ovvero che il gusto è fortemente influenzato dagli spot che vediamo ogni giorno.
    Leggete l’articolo per saperne di più!

  2. CATERINA MAZZI ha detto:

    Buongiorno, dove avete postato la risposta alla domanda:”Ma come fare venire loro il dubbio che piacciono di più proprio perché li vedono spesso nelle pubblicità?”. Grazie

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