Brutti, sporchi e cattivi – la campagna pubblicitaria di Cinformi

educazióne s. f. [dal lat. educatioonis, der. di educare: v. educare]: In generale, l’attività, l’opera, e anche il risultato di educare, o di educarsi, come sviluppo di facoltà e attitudini, come affinamento della sensibilità, come correzione del comportamento, come trasmissione e acquisizione di elementi culturali, estetici, morali.

Parliamo di un argomento che sembrerebbe esulare dalle finalità di questo blog, che è un modo per condividere azioni e riflessioni sulle tematiche dell’educazione alla salute e ai media. Ma la definizione di educazione (che trovate sopra, dalla Treccani) e la nostra passione per l’analisi delle strategie di comunicazione, ci ha convinti ad esprimerci a riguardo.

Di cosa si tratta

Il Cinformi, centro informativo sull’immigrazione della Provincia Autonoma di Trento, ha sviluppato una campagna di stampo pubblicitario chiamata “Conosci-mi”, per contrastare i luoghi comuni sugli stranieri in Italia.

Il manifesto di via Sanseverino

Il manifesto di via Sanseverino

Un primissimo piano di persone di origine straniera viene rappresentato con delle finte “correzioni” a pennarello, per farli apparire spaventosi, vampireschi, inquietanti. Apparentemente, quello che succede con una certa frequenza da parte di giovanotti in vena di scherzi e anticonformismo con i manifesti affissi ad altezza uomo. Metaforicamente, quello che succede tutti i giorni da parte di organi di stampa e politici, che puntano il dito contro gli immigrati, per dare loro tutte le colpe: crisi, disoccupazione in aumento, taglio delle pensioni, legge Fornero, buco nell’ozono, Zayn che ha abbandonato gli One Direction e maltempo dell’estate 2014.

Come fa Ettore Scola in “Brutti, sporchi e cattivi”, si associa la condizione disagiata di queste persone a ripugnanza e sgradevolezza. Come se all’emarginazione non potesse che accompagnarsi disgusto e immoralità. Lo slogan che disorienta e indirizza il messaggio è “Non sono cattivi, li disegniamo così”. Sono stati ideate 6 tipologie di manifesti, ognuno dedicato ad un luogo comune differente, che viene “smontato” con basi solide e argomentate (riportate assieme alla fonte di riferimento).

Una foto di gruppo dei protagonisti di "Brutti, sporchi e cattivi", film di Ettore Scola del 1976 sugli abitanti di una baraccopoli

Una foto di gruppo dei protagonisti di “Brutti, sporchi e cattivi”, film di Ettore Scola del 1976 sugli abitanti di una baraccopoli

L’analisi

Solitamente, le comunicazioni a sfondo sociale si muovono su registri moralistici, associando ad immagini pietose (bambini africani sottopeso, persone ammalate, etc.) degli inviti ad inviare delle offerte economiche, oppure si distinguono dal messaggio pubblicitario “medio” per l’uso eccessivo della parola scritta e slogan poco incisivi.

In questo caso invece siamo davanti ad un modello atipico ed eccellente di “pubblicità progresso”, che sfrutta la tecnica propria della comunicazione commerciale al grande pubblico (poche parole, foto grandi e ben evidenti, slogan) per veicolare un messaggio volto alla modifica di uno stile di vita e/o di un’idea, anziché all’acquisto di un prodotto. Unitamente a questo, si oppongono motivazioni razionali (dati economici, statistici, demografici, sanitari) a pareri che viaggiano sull’onda emotiva e mai solidamente argomentati. Per esempio, a chi dice “Gli stranieri invadono il Trentino” si risponde “Un residente su dieci è di origine straniera”, citando “In Trentino, dopo oltre vent’anni di immigrazione, gli stranieri sono il 9,5% dei residenti. Di questi, oltre un quarto è comunitario”. E così via.

Quattro esempi di manifesti, in tutto sono sei

Quattro esempi di manifesti, in tutto sono sei

Il senso di un messaggio

Nel mondo della pubblicità convenzionale il fine ultimo dell’inserzionista è molto semplice: aumentare i consumi di un prodotto o i partecipanti ad un evento – che poi è spesso la stessa cosa. Rarissimamente ci si pongono obiettivi ambiziosi come quelli di Cinformi, ovvero aiutare le persone (non più i consumatori) a cambiare idea, invitandoli ad approfondire le loro convinzioni. Che questa iniziativa lo riesca a fare ne abbiamo seri dubbi, considerato che mezzo e messaggio sono profondamente interconnessi e non si possono utilizzare le metodiche semplici, dirette, superficiali della pubblicità per scardinare convinzioni profonde, prive di ragionamento e legate a pregiudizi pressochè mai verificati.
Tuttavia, lo riteniamo un tentativo coraggioso e valido, che va fatto, proseguito e sostenuto, al fine di dare visibilità e quindi importanza ad un altro pensiero. L’egemonia culturale attuale lascia troppo spazio ad idee e pensieri fascisti, volti all’annientamento del diverso da sè povero, emarginato, sfruttato, in fuga dalla guerra o dalla miseria. Purtroppo però, il problema dell’immigrazione è posto dai Governi attuali come un’emergenza contingente, da affrontare con guerre o altri provvedimenti straordinari. Evitando di interrogarsi sui perché dell’arrivo di queste persone (conflitti sociali e bellici, figli diretti o indiretti delle politiche di Europa e Stati Uniti), inevitabilmente si presta il fianco a pericolosi estremismi quotidiani, prodotti dalle persone in vari modi: innegiamenti fascisti sui social network, pestaggi nelle strade, incendi dolosi nei campi Rom e così via. Tutti alimentati e strumentalizzati da partiti di destra e ultradestra.

Spazio fisico e mentale a pensieri diversi

Questa lodevole iniziativa va ad occupare metri quadrati di carta contro cui i nostri sguardi quotidiani si scontrano, creando dentro di noi lo spazio per un pensiero diverso sulla realtà. Invece di mostrarci il solito SUV e l’ultima raccolta punti della COOP, questi manifesti ci obbligano ad interrogarci sul mondo attuale da un altro punto di vista, che non trova mai spazio adeguato su quotidiani e siti mainstream.
Questo potrà mai convincere un seguace di Salvini, Casa Pound e simili che gli stranieri non sono la minaccia globale dell’umanità? Certo che no, ma il fatto che procurino loro grande fastidio (le dichiarazioni di Fugatti&C. in questi giorni lo dimostrano) significa che s’è colpito nel segno.

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