Media for health #1 : educare all’utilizzo di farmaci, a scuola

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25 maggio 2015 di sergiocattani

E’ da 3 mesi che non scriviamo nuovi articoli sul blog. Ci scusiamo con chi ci legge, ma nei mesi di marzo, aprile e maggio siamo stati molti impegnati in svariati progetti didattici a scuola. Un po’ alla volta ve li racconteremo tutti, oggi iniziamo da “Media for health? No grazie”, svolto nelle sei classi di seconda media di Storo, Pieve di Bono e Roncone (Valle del Chiese, provincia di Trento), un progetto lungo e multiforme con un unico comune denominatore: i farmaci.

Quest’esperienza è stata disegnata specificatamente con la referente dell’educazione alla salute dell’istituto comprensivo di Storo professoressa Anna Pasi, in collaborazione con l’Associazione il Chiese e il Piano Giovani di Zona della Valle del Chiese.

Perché abbiamo scelto i farmaci?

Andamento della spesa farmaceutica nel periodo 1985 - 2013

Andamento della spesa farmaceutica nel periodo 1985 – 2013

Il rapporto OSMED, organo di riferimento del Ministero della Salute per monitorare il mondo dei farmaci a livello nazionale, mostra un andamento in continua ascesa per quanto riguarda il consumo di farmaci. Dal 1993 ad ora non c’è mai stata una flessione sia nella spesa privata che pubblica, pressoché generalizzata per età e sesso. Uno dei dati più preoccupanti si riferisce agli antibiotici: nonostante non si sia segnalato un aumento di patologie infettive che si curano con questo tipo di farmaci, il loro consumo non si è arrestato e cresce di anno in anno. Uno dei motivi di questa ascesa è l’antibioticoresistenza, ovvero lo sviluppo da parte dei batteri di meccanismi cellulari di difesa che rendono inefficaci questo tipo di farmaci. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha individuato questo aspetto come emergenza di salute pubblica, arrivando ad ipotizzare per il 2025 (tra soli dieci anni!) un milione di morti come conseguenza dell’inefficacia degli antibiotici. Per questo, sono partite campagne pubblicitarie, interventi “educativi” tra popolazione generale e professionisti del settore per arginare il fenomeno.

Perché parlarne a quest’età?

Sempre secondo il rapporto OSMED, l’età che va da 0 a 4 anni, vede un consistente utilizzo di farmaci, al punto che nell’uomo si devono attendere 30 anni (fascia 35-40) per riportarsi a quei livelli, mentre per le donne un pochino prima (25-34 anni). Questo significa che un ragazzo e una ragazza di quell’età hanno già un immaginario legato al farmaco, perché l’hanno preso, l’hanno visto prendere, hanno assistito a migliaia di spot pubblicitari che ne parlano.

Curva del consumo di farmaci in base all'età

Curva del consumo di farmaci in base all’età

Inoltre, le scuole medie (Scuola Secondaria di Primo Grado – SSPG per gli addetti ai lavori…) incontrano la persona in un’età di passaggio piuttosto complicata e caratterizzata da cambiamenti da molti punti di vista. L’età dello sviluppo fisico segna per le ragazze l’inizio di un rapporto “privato” con il mondo dei farmaci, in quanto i sintomi delle mestruazioni possono essere alleviati da antiinfiammatori e antidolorifici. Per chi fa attività fisica a livello agonistico, è possibile che vengano proposti integratori salini o altri prodotti che migliorano le prestazioni e ai quali è sempre bene prestare attenzione, sia per le conseguenze immediate sulla salute sia per il valore educativo sul ragazzo/a di una simile assunzione.

Non dimentichiamo poi che la crescita delle capacità cognitive vede la possibilità di comprendere i risvolti “subliminali” della comunicazione multimediale (sia essa via TV che web/social). Prendendo ad esempio la pubblicità (argomento cardine di questo intervento educativo), è in questa età che si inizia a capire come la sua vera finalità sia la vendita e non – come accade per esempio nell’età della scuola primaria – mettere una pausa tra i programmi televisivi o informare disinteressatamente sull’esistenza di questo o quel prodotto. Le scuole medie poi danno la possibilità di incontrare uno spaccato sociale simile a quello reale, in quanto la scelta della scuola superiore deve ancora avvenire e abbiamo in classe tutte le classi (perdonate il gioco di parole): dal figlio del medico, a quello dell’operaio, dello straniero disoccupato, del genitore assente, dell’insegnante attivo e partecipe nel percorso educativo del ragazzo.

Infine, se si avvererà mai la previsione dell’OMS, nel 2025 le alunne e gli alunni avranno 23-24 anni e potrebbero essere responsabili non solo delle proprie scelte in campo sanitario, ma anche di quelle di figlie e figli. Pertanto, sarà fondamentale conoscere i rischi di un abuso di farmaci ed uscire dalla dinamica (creata ad hoc da Big Pharma) del rapporto produttore-consumatore, anche in campo sanitario.

Il farmaco/scatoletta

In ogni classe sono state effettuate 10 ore di lezione, distribuite su 5 incontri. Nel primo incontro ci siamo conosciuti e abbiamo incontrato assieme il farmaco-scatoletta, ovvero la forma ai ragazzi più conosciuta. Abbiamo distribuito ai ragazzi le scatolette (vuote) di numerosi farmaci e assieme abbiamo imparato a capire cosa significano tutte quelle scritte: principio attivo, nome commerciale, forma farmaceutica, bugiardino, dosaggio, farmaco generico, etc. una serie di indovinelli hanno permesso di verificare l’apprendimento e ci siamo lasciati con un compito: fare un’intervista ai propri nonni sul modo di curarsi “di una volta” (dei risultati parleremo più approfonditamente nel prossimo articolo).

Le scatolette di farmaci che abbiamo usato nel primo incontro

Le scatolette di farmaci che abbiamo usato nel primo incontro

Tutti in laboratorio!

Nel secondo incontro la classe ha incontrato il rimedio medicinale fitoterapico, dove tradizione e modernità s’incontrano: in laboratorio, hanno preparato una crema alla calendula e uno sciroppo di miele e timo. Vedendo nascere sotto la nostra supervisione un medicinale “vero”, investendo tempo e attenzione a pesare, aggiungere, mescolare e invasettare, i ragazzi e le ragazze hanno conosciuto un nuovo modo di prendersi cura di sé, diverso dalla semplice immediatezza di schiacciare una compressa fuori dal blister e ingoiarla, azione tanto veloce quanto pericolosa nella sua inconsapevolezza del valore e del pericolo che riveste.

I ragazzi e le ragazze alle prese con crema alla calendula e sciroppo al timo e miele

I ragazzi e le ragazze alle prese con crema alla calendula e sciroppo al timo e miele

Media/health education – educazione alla salute e ai media

La quinta e la sesta ora hanno avuto al centro l’immaginario-farmaco, così come è stato costruito nelle teste degli alunni dalla comunicazione sponsorizzata, televisiva e web. La pubblicità dei farmaci insegna ai ragazzi che la malattia è un male da eliminare prima possibile perché lavoro-famiglia-tempo libero non aspettano, la salute si riacquista solo con i farmaci, che sono sempre efficaci e privi di effetti collaterali. Guardando un montaggio fatto da noi di spot pubblicitari di farmaci (e già illustrato su questo blog), abbiamo messo in luce le vere finalità della pubblicità, il modo in cui immagini, montaggio e suoni/voci concorrono a veicolare il messaggio e come il farmaco sia trattato alla stessa stregua di un detersivo. Abbiamo dedicato più di mezz’ora ad uno spot di 30 secondi, al fine di sviscerarlo fino in fondo e i ragazzi sono stati molto partecipi e coinvolti, in due ore di educazione ai mezzi di comunicazione miscelata alla salute.

La storia e le riprese

Il penultimo incontro di due ore è stato dedicato alla creazione di una storia che parlasse di un problema di salute, proponendo un rimedio non farmacologico. Abbiamo scelto un disturbo (mal di testa, acne, mal di pancia, etc.), l’abbiamo approfondito attraverso la triade sintomi, cause e rimedi e infine i ragazzi hanno proposto una storia che ne parlasse, prendendo in giro la pubblicità o semplicemente discostandosi per narrazione e finalità. I ragazzi si sono divisi i ruoli, hanno pensato agli oggetti di scena, agli abiti, agli slogan, a tutto quello che sarebbe servito per le riprese. Una creazione partecipata, lontana anni luce da quegli spot progresso calati dall’alto nelle scuole per essere mostrati come prova dell’efficacia di interventi didattici buoni solo per i comunicati stampa ma di nessun valore educativo.

Un momento delle riprese nella scuola di Roncone

Un momento delle riprese nella scuola di Roncone

Nell’appuntamento seguente abbiamo infine fatto le riprese: noi dietro le quinte armati di telecamera e microfono esterno, i ragazzi davanti a recitare. Momenti di allegra anarchia, confusione, divertimento, silenzio religioso e fragorose risate hanno caratterizzato due ore in cui siamo riusciti a girare quanto serviva per realizzare un breve filmato di controinformazione, da guardarsi e riguardarsi su internet.

Dopo il montaggio tuttavia ci siamo incontrati con ogni classe, per mostrarlo ai ragazzi, riflettere assieme sul percorso svolto e chiudere il nostro lungo e complesso itinerario farmacologico. Qua sotto potete vedere la reazione di una delle classi quando si sono riguardati per la prima volta: forse non servirebbero altre parole, ma noi vogliamo fare il massimo e il prossimo post lo dedicheremo a tutti i metodi di valutazione che abbiamo messo in atto per valutare l’efficacia educativa di “Media for health”… intanto, buona visione!

 


Riferimenti e bibliografia:

La pubblicità di farmaci condiziona i consumi http://www.farmacista33.it/altroconsumo-spot-su-otc-condiziona-conoscenza-e-consumi/politica-e-sanita/news-51502.html

Conseguenze nefaste della pubblicità di farmaci http://www.corriere.it/salute/10_luglio_28/lavanda-vaginale-intossicati_54c7d846-9a5d-11df-8969-00144f02aabe.shtml Studio americano sulla relazione tra investimenti pubblicitari in farmaci e vendite http://www.haiweb.org/campaign/DTCA/BMintzes_en.pdf

Sito del piano giovani del Chiese http://www.futuromigliore.it/eventi/dettaglio/media_for_health_no_grazie,743.html

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