Che giorno sarebbe senza aspirina? Analisi di uno spot di farmaci

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28 novembre 2014 di sergiocattani

Il post di questa settimana è dedicato ad una delle attività che ci distinguono nei nostri laboratori didattici a scuola: l’analisi di uno spot di medicinali. Abbiamo scelto di dedicare 2 ore di lezione a questo argomento, in quanto uno dei fattori che sostengono l’aumento nell’utilizzo di medicinali e il loro abuso è l’informazione sponsorizzata, in tutte le sue forme. La più visibile e familiare è lo spot televisivo. Il caso di “Aspirina in granuli” del 2006 è uno dei più sfruttati da noi, in quanto contiene in sè gli elementi base che da una parte rovinano il duro lavoro di medici e farmacisti impegnati a educare le persone ad un utilizzo non consumistico dei dei farmaci, dall’altra determinano la fortuna delle aziende farmaceutiche: effetto subliminale, cattiva informazione e mistificazione. Ma analizziamolo come si fa a scuola, ovvero scomponendolo.

LA STORIA

Un ragazzo si sveglia dolorante e vaga per la casa tenendosi le tempie, mentre la compagna bada alle faccende di casa. Lui ha mal di testa fin dal mattino, spegne l’abat-jour perché gli danno fastidio le luci e davanti alla colazione si gira dall’altra pare, nauseato. Poi prosegue nei suoi lamPRIMAenti fino a sedersi a tavola e attirare l’attenzione della fidanzata, che gli chiede gagliarda: “Ma cosa stai aspettando, che ti passi il mal di testa?”, sventolando in mano una bustina di Aspirina in granuli cui lancia uno sguardo d’intesa. Lui si toglie le mani dalle meningi , afferra la bustina, la apre, la ingurgita e finalmente sorride. Così finalmente i fidanzatini possono uscire a godersi una giornata in riva al mare.

LE IMMAGINI

Lo spot gioca molto con le luci e i colori. Il ragazzo dolorante indossa una maglia nera (tranne che nei primissimi secondi) e in una scena viene ripreso in controluce per aumentarne l’espressività drammatica, mentre la ragazza “salvatrice” ha sempre una maglia candida e denti bianchissimi, toni puri e angelici di chi non può che portare con sè notizie positive ed emanare bontà. Infatti con sè porta Aspirina (secondo 16), che con un primissimo piano introduce il colore nello spot. Il packaging sfrutta la combinazione di verde e bianco tipica di Aspirina, con l’aggiunta di un nuovo angolino azzurro e la scritta “senz’acqua”, per metterne in risalto la differenza da precedenti formulazioni. PRIMA ZOMBIFino a quel momento tutto è dominato dai toni del nero e del bianco, per “preparare la scena” al protagonista dello spot. Continuando, dopo una serie di primissimi piani delle azioni di “autosomministrazione”, la scena cambia completamente e arriva il primo piano di un sorriso a 32 denti, spostandosi in riva al mare e diventando uno spot a colori a tutti gli effetti. Per chiarire il messaggio, all’immagine romantica degli innamorati in riva al mare segue la foto della nuova confezione di Aspirina e il claim “Nuova Aspirina in granuli – Ascolta la tua testa”, che occupa gli ultimi 4 secondi.
Come d’obbligo, alla fine appaiono le precauzioni d’utilizzo, scritte minuscole in una soluzione “estrema”, ovvero restringendo il frame del video, come se fossero esterne allo schermo.

MUSICA E SUONI

PRIMA CIBOQuando a scuola esaminiamo questo aspetto, facciamo un gioco cui invitiamo anche voi: dopo aver guardato la pubblicità senza ascoltarla (per esaminarne le immagini), la ascoltiamo senza guardarla. Se volete scoprirne l’effetto senza provare, passate pure alla riga sottostante…
I suoni emessi dal ragazzo sembrano versi di piacere, di un godimento fisico sempre più intenso e solo le immagini possono inconfondibilmente legarli al mal di testa… Vi lasciamo solo immaginare cosa succede in una classe con 25 adolescenti quando facciamo questo piccolo esperimento!
Dopo quasi 10 secondi di mugugni, fruscii e caffettiere che sbuffano, arriva la voce squillante della ragazza, cui si sovrappongono i versi di gabbiani (la passeggiata “chiama” da lontano!) e il voice off che presenta il main actor dello spot. In perfetta coincidenza con il primo sorriso dell’ex dolorante emicranico, parte una musica allegra che dominerà i restanti 9 secondi, coprendo abbondantemente le precauzioni d’utilizzo. La musica si ferma solo prima del claim finale, anche scritto in sovraimpressione.
In poche parole, la musica è allegra e divertente e appare solo quando arriva l’effetto del farmaco, mentre prima le scene sono sottolineate solo da rumori d’ambiente amplificati ma soprattutto dai mugugni -equivoci- del ragazzo.

MONTAGGIO

DOPO 3Ha un ritmo molto interessante da analizzare, in quanto l’effetto che vuole ottenere è quello di “mimare” il mal di testa pulsante, considerato che nei primi 13 secondi cambiano 9 inquadrature, poco più di un secondo di media. Un ritmo di questo tipo non è nè frenetico nè tranquillo, ma continuo e ripetitivo, come il battito del cuore. A questo punto si ferma, poi accelera improvvisamente quando si punta sulla somministrazione del farmaco, per dare un’idea di velocità (sia d’assunzione che di effetto). Infine rallenta fino a quasi 5 secondi per l’inquadratura in riva al mare, per comunicare la serenità raggiunta e la lunghezza dell’effetto del farmaco.
Dal punto di vista del nesso creato tra le immagini, si tratta perlopiù di situazioni “stressanti” giustapposte nella prima parte, raccordate alla scena finale da un “salto analogico”, ovvero il sorriso del ragazzo che passa identico dall’interno della casa all’esterno in riva al mare. In mezzo, vero deus ex machina dello spot, c’è l’arrivo e l’azione convulsa del farmaco, che cambia tutto da prima a dopo il suo arrivo.

DISEDUCAZIONE ALLA SALUTE

DOPO MAREQuesto spot comunica molti messaggi, tutti negativi. Innanzitutto, una persona soffre di mal di testa senza provare nessun rimedio “classico” per farlo passare: stendersi, stare al buio, stare in silenzio, etc. Allo stesso tempo, un’altra persona a lui legata non si preoccupa minimamente di lui, se non dandogli una medicina come se non ne potesse più i vederlo girare per casa. Infine, una persona assume un farmaco gastrolesivo a stomaco vuoto (all’inizio il ragazzo mostra di provare nausea alla sola vista del cibo ed arretra, saltando colazione). Il farmaco fa effetto in 2 secondi, un tempo irrealistico non frutto di montaggio (che potrebbe dare l’idea del trascorrere dei minuti) ma con un breve piano sequenza.
Il fatto poi che i protagonisti “guariti” se ne vadano subito in riva al mare è un altro modo per comunicare che il mal di testa è un impiccio da togliersi immediatamente e il farmaco è l’unica strada per potersi godere la domenica in riva al mare.
Sappiamo bene quanto può essere invalidante questa patologia, ma diseducare in questo modo, creando i presupposti di effetti collaterali ed errori di utilizzo, è imperdonabile.
Infine, come se non bastasse, la foglia di fico delle indicazioni (lette velocissime, scritte piccolissime), ampiamente sormontate dalla musica.

STOMACOVUOTOIndubbiamente uno spot ben costruito, negli interessi della Bayer che lo ha pagato. Ma non di quelli delle persone che lo prendono e vorrebbero evitarsi un’ulcera duodenale ad ogni assunzione. Secondo dati recenti, 40 persone ogni 100000 vengono ricoverate ogni anno per ulcere gastrointestinali dovute al consumo di aspirina e altri FANS (Farmaci Antiinfiammatori Non Steroidei). Se questo dato non calerà, sapremo di chi è la colpa.

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