“Vuoi diventare ricco? Scrivi un libro di diete!” *

Un dato particolarmente preoccupante a livello internazionale è quello dell’obesità: negli ultimi anni sempre più persone in tutto il mondo sono colpite da questa patologia. L’OMS dichiara che dal 1980 ad oggi gli obesi sono più che raddoppiati ed attualmente sono circa 500 milioni. Gli esperti parlano di una vera e propria epidemia. Oltre all’ormai nota situazione nordamericana (dove il 32% degli adulti è obeso), ci sono molti altri casi critici, che vanno crescendo con il passare degli anni. Ad esempio, nei paesi in via di sviluppo il problema è particolarmente evidente: ci troviamo infatti di fronte a situazioni paradossali in cui nella stessa nazione coesistono problemi di obesità e denutrizione.

Ma passiamo all’Italia: secondo l’ISTAT nel 2012 il 10,3% della popolazione era rappresentato da persone obese (nel 1994 erano “solo” il 7,3%); sempre nel 2012 gli adulti sovrappeso erano il 35,6%, mentre per quanto riguarda i più piccoli (6-17 anni) parliamo del 26,6%. Dati impressionanti e tristemente noti, che rivelano come i problemi alimentari siano all’ordine del giorno per milioni di persone.

Sebbene non esistano statistiche precise in merito, sono in aumento anche i casi di anoressia nervosa e bulimia. Questo tipo di disturbi sono più nascosti ma altrettanto preoccupanti e possiamo considerarli l’altro lato di una stessa medaglia: un rapporto squilibrato con il cibo.diet

In caso di obesità e sovrappeso, spesso la prima soluzione proposta è quella di mettersi a dieta, per perdere i chili di troppo possibilmente nel minor tempo possibile. Nell’antica medicina greca, la dieta è il complesso delle norme di vita (alimentazione, attività fisica, riposo ecc.) atte a mantenere lo stato di salute. Nell’accezione moderna, una prescrizione alimentare ben definita, in termini qualitativi e soprattutto quantitativi, mirante a correggere particolari condizioni cliniche a scopo terapeutico, preventivo o sperimentale. Negli ultimi decenni si sono visti proliferare i libri di diete, basati su teorie scientifiche più o meno valide, i quali propongono un cambiamento del proprio stile alimentare per un periodo più o meno breve, in cambio di un calo ponderale più o meno consistente ma assicurato. Quello che però non siamo abituati a sentire è che la dieta nell’accezione moderna è di per sé un meccanismo nato per essere interrotto. Le statistiche dimostrano che dopo l’abbandono, nel giro di 5 anni non solo i chili persi vengono ripresi, ma si guadagnano 2 chili in più rispetto al peso di partenza. C’è un motivo alla base di questi fallimenti? Il principale è che questo tipo di diete non puntano a rompere il rapporto sbagliato con il cibo, ma contribuiscono ad alimentarlo. Se cambiamo completamente il nostro stile alimentare e cominciamo a scegliere cibi che non ci piacciono, o mangiamo in modo monotono con il solo scopo di dimagrire (si pensi ad esempio alle diete che prevedono l’eliminazione totale dei carboidrati), non poniamo le basi per instaurare un rapporto duraturo con uno stile alimentare corretto, in quanto raggiunto il nostro risultato torneremo a mangiare come prima, senza di fatto aver mai sperimentato un comportamento sano.

Inoltre queste proposte semplici e veloci ignorano completamente la componente psicologica che è spesso connessa ai problemi alimentari, tendendo a dare tutta la colpa a quantità e qualità del cibo e tralasciando ciò che ci spinge a mangiare. Il motivo per cui ci alimentiamo eccessivamente nella maggior parte dei casi non è legato solo alla cattiva informazione ma anche all’insoddisfazione personale, allo stress, alla solitudine. E questo non si risolve con una dieta.

Il consiglio è quello di affidarsi a professionisti seri, che siano in grado di proporre un percorso “su misura” e a lungo termine, tenendo conto di tutti i fattori che concorrono ad un cambiamento possibile in relazione alla singola persona, senza limitarsi ad inutili bilanci di entrata/uscita di calorie.

A questo porposito segnalo un esempio d’eccellenza, il reparto di dietetica e nutrizione clinica dell’ospedale di Bolzano (qui trovate il sito) che ogni giorno applica questo metodo con i suoi pazienti tramite un approccio multidisciplinare, dimostrandone l’efficacia.

 

*Il titolo è una citazione dal libro “Fuori pasto” di William Leith

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2 pensieri su ““Vuoi diventare ricco? Scrivi un libro di diete!” *

  1. A Pratesi ha detto:

    Dipende da che libro scrivi. Se è un libro in cui in cui ti inventi una dieta miracolosa e sbilanciata … allora si, puoi fare i soldi!
    Esempio: dieta Atkins, dieta Ducan, dieta del gruppo sanguigno.
    Ma se scrivi un libro serio su dieta e obesità… non farai i soldi!
    Esempio: la dieta mediterranea anzi Italiana di Andrea Ghiselli o “Break Through Your Set Point. How to Finally Lose the Weight you Want and Keep it Off” di George Blackburn.

    • Sofia Esposito ha detto:

      Per prima cosa, grazie per il commento!
      Riguardo ai libri che trattano di alimentazione, non dubito della serietà di alcuni che cercano di promuovere diete bilanciate e stili alimentari salutari. Il problema è affidarsi ad un libro per perdere peso: credo infatti che una parte importante della dieta sia proprio il fatto di essere seguiti da uno specialista, che strutturando una dieta ad hoc, riesca a non sconvolgere completamente lo stile di vita precedente del paziente, cercando un equilibrio. Questo tipo di intervento è difficile che possa metterlo in atto un libro!
      Questa riflessione parte dalla considerazione che se una persona ha problemi di peso, probabilmente non sarà in grado si analizzare con lucidità la propria situazione… quindi, siano i benvenuti i libri con diete bilanciate, ma se propongono di seguire una dieta standardizzata per tutti o per categorie, penso che ci sia comunque qualcosa che non va (ovvero, benissimo leggerli ma dopo è meglio rivolgersi a qualcuno di serio in grado di seguirci)!

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